caccia al tesoro

SCOPRIAMO CEFALÙ

STEP 5

Vicolo del Mistero

Quando Porta Pescara e il Lavatoio — che sta proprio lì accanto, lungo corso Vittorio Emanuele vicino alla spiaggetta — fecero il patto, si accorsero di un problema: la Porta è sorda perché ascolta solo il mare, il Lavatoio è muto perché parla solo scorrendo. Avevano bisogno di postini. Chiamarono i vicoli. Il Vicolo Caracciolo, il più largo di scalini, si offrì per primo, poi tutti gli altri, come fili di lana tra due nonni. Ogni mattina i vicoli raccoglievano i panni stesi, le voci delle donne al lavatoio e le portavano su, rimbalzando sui muri, fino all'arco della Porta. Ogni sera facevano il contrario: prendevano il sale e il vento che la Porta fermava e lo soffiavano giù, nelle vasche, per asciugare le lacrime della ninfa Naide che ancora scorrono nel Cefalino. Ecco perché, se oggi ti perdi a Cefalù, non è per sbaglio: sono le vie strette che ti prendono per mano. Ti fanno passare prima sotto Porta Pescara, per farti salutare il mare, poi ti spingono giù al Lavatoio, per farti toccare l'acqua fredda, e nel mezzo ti raccontano, a ogni curva, che una città si tiene in piedi solo quando la sua porta, il suo fiume e le sue strade continuano a parlarsi.

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